Ho provato ElevenReader, il lettore vocale AI che trasforma testi in audio. Ecco la mia recensione che spiega come funziona, cosa sapere sulla privacy, come la sto testando io e perché potrebbe essere un’AI che vale la pena utilizzare.
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Intro: angycat e le ai
Sì, spesso invoco l’esplosione delle infrastrutture server che ospitano i database, i dati elaborati e i modelli di intelligenza artificiale.
Perché? Perché i nostri cervelli si atrofizzano, gongolanti per aver trovato una nuova scorciatoia che riduce la fatica. È una pratica intrinseca all’essere umano, quindi è inutile che iniziamo ad accusarci di essere dei pigroni, siamo tutti proiettati a massimizzare l’efficienza per raggiungere un risultato, riducendo lo sforzo. E liberare neuroni che mi immagino comincino ad ingrassare seduti sul divano del cervello-casa a guardare le farfalle che svolazzano attorno. Un film horror.
Per questo cerco il più possibile di mantenere il cervello attivo e pensante. E forse è anche un po’ il motivo per il quale ancora mi ostino ogni tanto a scrivere qualche articolo per il blog.
Il mio problema da risolvere: troppe newsletter interessanti e poco tempo per leggerle
Devo ammetterlo, però. Ci sono attività che possono essere enormemente agevolate dalle AI e non posso far altro che esplorare le possibilità che abbiamo oggi alla ricerca di strumenti veramente utili e ben fatti. D’altra parte sono curiosa come un gatto.
Sai qual è l’attività odierna che richiede sforzo di volontà, con il beneficio di ridurre la FOMO? La lettura delle NEWSLETTER. Sì, caro gen z, esistono ancora e ce ne sono di veramente interessanti. Io, perennemente curiosa e alla ricerca di informazioni da fonti che reputo affidabili, le devo leggere. Tutte quelle che mi interessano. E non riesco ad aprirle se so che non riesco a leggerle in quel momento. Così mi ritrovo a vedere quel numerino sulla notifica di gmail che sale sale sale… sale finché non ho abbastanza tempo per mettermi lì a leggerle e studiarle a una a una.
Al momento ho 46 arretrati, ma ho vissuto tempi peggiori.
E finalmente ho trovato uno strumento basato su AI abbastanza utile, che non per forza mi toglie abilità cerebrale, ma mi aiuta a ottimizzare il tempo e ridurre l’ansia da email arretrate. Spaventoso? Sì, come tutte le AI.
Si chiama ElevenReader e trasforma i testi scritti in audio. Sì, propone anche l’ascolto di audiolibri e podcast, ma la funzione per me in assoluto più interessante è che mi permette di caricare materiale personale, documenti e pdf, o di incollare link presi dal web o copia-incollare testi da convertire in audio.
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ElevenReader e privacy: i testi che carico/copio vengono usati per addestrare l’AI?
E LA PRIVACYI!!??&1!
Come tutti gli strumenti AI, anche ElevenReader è furbo, quindi ci prova ad alimentare se stesso all’insaputa dell’utente, mantenendo in un meandro di un meandro difficilmente raggiungibile la spunta per disattivare l’aggiornamento del modello con i nostri dati.
Visto che è uno strumento AI che voglio usare per aiutarmi nella lettura delle newsletter arretrate, scritte da persone che stimo e che reputo dei punti di riferimento da tutelare, è per me FONDAMENTALE che il dato sia protetto e che il materiale che gli faccio passare attraverso non passi al tritacarne, per poi rispuntare fuori magicamente sotto forma di pensieri, parole, opere e omissioni generate dalla chatgpt di turno.
In poche parole: voglio poter utilizzare la app con materiale personale, ma non voglio che poi lei prenda il mio materiale e lo usi anche per sé o per altri.
Come disattivare l’utilizzo dei dati per il training AI
Quindi prima di qualsiasi utilizzo ho dovuto disattivare quella benedetta spunta. Non è stato facile, perché da app non è un’operazione consentita. Devo necessariamente accedere da un browser sul computer al portale https://elevenlabs.io/app/settings, accedere con le mie credenziali, prendere atto che la piattaforma fa molto di più di quello che fa la app che sto testando, tapparsi il naso, gli occhi e le orecchie e… trovare nelle impostazioni dell’account il percorso “Termini e privacy > Utilizzo dati” e finalmente veder aprire la finestra di pop up che consente di disattivare l’aggiornamento del modello.


Solo da quel momento sono stata veramente pronta per testare la app. L’azione non è retroattiva, quindi se avessi copiato dei testi prima di quella spunta, quei testi sarebbero rimasti nelle mani dell’addestratore del modello.
Com’è andato il test? Devo dire, senza tante sviolinate, che sto utilizzando la app volentieri, è facile da utilizzare e comoda proprio in tutti quei momenti in cui vuoi ascoltare qualcosa mentre stai facendo altro. Quando sono da sola a pranzo, mentre cucino e mangio ho del tempo a disposizione per ascoltare un paio di newsletter interessanti. Diventano un vero e proprio podcast piacevole perché…
Le voci AI di ElevenReader sono il vero punto di forza
È qui che entra veramente in gioco la parte “AI”: il sistema interpreta il testo per decidere ritmo, pause, enfasi, intonazione ed espressività, e poi genera l’audio usando una voce sintetica selezionata a piacere, riprodotta alla velocità desiderata.
Quindi non è un semplice “lettore vocale” tradizionale che concatena fonemi in modo rigido, ma il modello AI legge e interpreta il contesto descritto nel testo, riproducento emozione, pause e musicalità naturali. È riuscita persino a farmi ridere in un passaggio che ha letto, da quanto bene lo ha interpretato!
L’app consente di selezionare la voce preferita tra una elenco di voci a disposizione. Anche questo è un po’ inquietante: posso scegliere anche voci iconiche dal passato, come quella di Albert Einstein o Judy Garland.

Iconic Voices: perché ElevenReader può usare le voci delle celebrità
Sì, so cosa state pensando, alla nostra premier che registra la sua voce come marchio per evitare l’uso improprio. Sulle “Iconic Voices” di ElevenReader potete stare tranquilli: ElevenLabs dichiara esplicitamente che si tratta di voci ricreate tramite AI con licenze/autorizzazioni ufficiali, ottenute direttamente dagli interessati in vita (come Sir Michael Caine) oppure dai loro eredi. È quindi molto probabile che ci sia una remunerazione economica perché le singole voci possano essere utilizzate nel lettore vocale AI, ma i dettagli delle singole partnership generalmente non sono pubblici.
Del resto, quando si utilizza commercialmente la voce o l’identità riconoscibile di una persona possono entrare in gioco diversi diritti, dalla tutela dell’immagine e della personalità ai marchi e ai cosiddetti publicity rights, con regole che cambiano a seconda del Paese. Se serve la voce di una celebrità per un progetto commerciale, tramite l’Iconic Marketplace di ElevenLabs è possibile presentare una richiesta e mettersi in contatto con il titolare o con chi gestisce i relativi diritti, con cui vengono poi definiti termini, durata, territori e modalità di utilizzo della licenza.
Diversa è la situazione nell’app che sto testando. ElevenReader mette a disposizione le Iconic Voices per un utilizzo personale e non commerciale: i contenuti generati nell’app sono destinati all’ascolto all’interno di ElevenReader e non possono essere esportati, distribuiti o utilizzati commercialmente. Infatti, non riesco neppure a esportare l’audio per farvi sentire la resa del lettore vocale AI. E va bene così.
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Voice Design: creare una voce AI partendo da una descrizione
Non è tutto: c’è anche altra AI nella nostra app! Posso anche generare una voce sintetica semplicemente descrivendola.
Sto parlando della funzione “Voice Design”: scrivi “voce maschile, 23 anni, accento italiano, brillante, sorridente” e il sistema genera una nuova identità vocale sintetica coerente con quella descrizione.
Non si tratta di “voice cloning”, per quella mi serve ElevenLab e una buona registrazione reale. Ma non ci tengo per nulla ad entrare in Black Mirror (ops, mi sa che è tardi) e non è un tema che voglio esplorare ora.

ElevenReader vale la pena? Le mie conclusioni
ElevenReader fa tutto in regola e, con un po’ di accortezza nelle impostazioni della privacy, posso utilizzare tranquillamente questo lettore vocale AI. La musicalità delle voci che leggeranno i vostri testi sono così “umane” che riusciranno a emozionarvi e a catturare la vostra attenzione meglio di alcuni audiolibri. Purtroppo.




